confessioni musicali di un sognatore

Credo fosse il 1980 anno più anno meno, di certo era estate e ricordo le giornate passate allo stabilimento dell’aeronautica militare a San Cataldo dove mio padre era il comandante del distaccamento, ricordo i miei “quasi” 16 anni che alternavano le tempeste marine della tramontana adriatica a quelle “ormonali” dell’età, e tra i multipli “fattori” scatenanti c’era lei…Marilù, con i suoi sguardi, con i capelli arricciati dalla salsedine che le scendevano fin sulle scapole, con le labbra rosse senza bisogno di trucco, con quelle dita lunghe ed affusolate, con quei bikini che indossava che raccontavano tante cose.
Ricordo la notiziona tra gli avieri: “Pino Daniele in concerto a Lecce…allo stadio!”, fu così che Mario uno di loro mi promise che quel concerto non lo avremmo perso, anzi avrei potuto estendere l’invito anche a lei…Marilù…io dovevo convincere mio padre a lasciarci andare e a tutto il resto avrebbe pensato lui.
E fu così che partimmo ben sistemati nella “127” di Mario verso Lecce ad ascoltare “Pino” come lui lo chiamava quasi fossero amici da sempre, e mentre ci avvicinavamo alla nostra meta mi istruiva su tutti i presenti e sulla musica che avremmo ascoltato, mi diceva: ”questo non è un concerto, è un concertone! Ci sono tutti! Tullio D’episcopo, Tony Esposito, Jam Senese…te lo ricorderai tutta la vita!”.
Insomma due emozioni in una sera solo, Pino Daniele e Marilù a due passi da me;
arrivati davanti allo stadio mi venne spontaneo chiedere a Mario dove avesse recuperato i biglietti fu la risposta che mi lasciò di stucco: “biglietti?? io non ho biglietti! Ma adesso vediamo di entrare lo stesso…abbiate fiducia”.
Fu così che mentre incredulo lo seguivo nel nostro “raid abusivo” intorno allo stadio vedevo sfumare concerto e “serata romantica” in un colpo solo…
ad un certo punto dalla parte opposta dove tutta la gente si accalcava per entrare in una zona semideserta dello stadio un cancello si aprì e una fila di macchine si apprestava ad entrare nella zona chiusa controllata dalla security; fu allora che Mario si mise a gridare “Pinuccio! Tony! Tullio! Uè Uagliò! Nui simm a ‘ccà..” e una serie di altre frasi vagamente partenopee che non ricordo…
però, ricordo bene che, come nelle favole, a quel punto si aprì uno sportello di una delle macchine e da lì scese un tipo vestito in modo un poco eccentrico e con i capelli lunghi e chiari si avvicinò a noi parlando in napoletano chiedendoci cosa facessimo lì visto che le entrate erano altrove, a quel punto partì la nostra richiesta di farci entrare perchè non avevamo i soldi per il biglietto unita ad una serie di bugie che non oso nemmeno rammentare, ma tutte le nostre richieste e preghiere sembrarono non avere nessuna risposta visto che il tipo (Tony Esposito n.d.r.) risalì in auto dopo averci salutato e la porta dello stadio si richiuse dietro l’ultima auto.
Affranti e sconsolati stavamo per andare via quando le porte si riaprirono ancora una volta, e stavolta era una donna a venirci incontro, si presentò come la compagna di Tony e con nostro stupore ci invitò ad entrare da quel cancello, visto che Tony aveva parlato di noi la fuori con Pino e gli altri, e insieme avevano deciso di farci questo “piccolo” regalo di poter seguire il concerto dal backstage…
così ricordo quel concerto, a due passi da questi musicisti che pochi minuti prima a stento conoscevo…
fu veramente il concerto che ricorderò tutta la vita come mi aveva promesso Mario, non fosse altro per quel lungo interminabile BACIO che Marilù mi regalò mentre ballavamo dietro il palco ascoltando “napule è”…
GRAZIE Pino…R.I.P.

p.s. i personaggi descritti e citati in questa storia e gli avvenimenti sono assolutamente reali, per rispetto della loro privacy anche dopo 35 anni sono stati cambiati volutamente i nomi ai miei compagni di avventura.

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